Consigli per un programma di depurazione – Parte 1: La sverminazione e l’eliminazione dei metalli pesanti

Proseguendo il tema della depurazione epatica, che è stato anche l’argomento della prima “Cena speziale” del 2020 intitolata “Il Fegato, Organo biologico di Dio”, in questo articolo cerchiamo di descrivere come dovrebbe svolgersi un programma di depurazione.

Un simile programma prevede sostanzialmente due fasi: prima di tutto la sverminazione e l’eliminazione dei metalli pesanti, passo che ci permetterà poi di affrontare la depurazione epatica vera e propria.

In questo articolo trattiamo la fase preparatoria di eliminazione dei parassiti e dei metalli, resa necessaria non solo dalle caratteristiche indotte dai trattamenti industriali nei cibi che assumiamo  ma anche dal fatto che la nostra alimentazione tende a spostarsi sempre di più verso l’esterno della casa, viste le contingenze della vita moderna, con una conseguente sempre maggiore esposizione agli agenti patogeni.

Per favorire la sverminazione sono utili diverse piante come l’aglio, il timo, i chiodi di garofano ma soprattutto un’alga ormai difficile da reperire, che cresce nelle acque della Corsica e della Sardegna, l’alga corallina (Alsidium helminthocorton Kutz), in grado di rimuovere l’attaccatura di qualsiasi verme (dagli ossiuri ai vermi più gravi), permettendo così la loro espulsione attraverso le feci. Assumendo questi rimedi per un periodo di quattro-cinque giorni si ottiene una buona depurazione dai parassiti.

Ma insieme a questo è necessario rimuovere quanto più possibile i metalli pesanti dall’organismo. I metalli pesanti si eliminano nell’arco di una settimana e a tal fine è consigliata l’assunzione quotidiana di:

  • orzo selvatico (Hordeum murinum L.): chiamato un tempo anche come orzo dei maiali (in quanto alimento che veniva somministrato ai suini), si tratta della migliore varietà di orzo, in grado di eliminare il mercurio dal fegato, dal SNC (Sistema Nervoso Centrale) e dalla milza. Al mattino si consiglia l’assunzione di un poco di acqua calda con un cucchiaino di orzo selvatico e alcune gocce di limone;
  • alga spirulina (Artrospira platensis – Nordstedt – Gomont): presso l’Erboristeria Testaccio sarà presto disponibile la spirulina proveniente dalla Sardegna, coltivata dall’azienda Livegreen, che ha riprodotto per la sua coltivazione un ambiente di acque calde essenziale per lo sviluppo di quest’alga, che possiede dunque un’altissima concentrazione di principi attivi e risulta una delle migliori in commercio. Tra le altre provenienze raccomandate c’è poi quella del lago Ciad e quella del lago Texcoco (Messico): la spirulina di queste zone è impiegata dall’azienda Cibo Crudo e disponibile già nella nostra Erboristeria. Se ne consiglia l’assunzione dopo l’orzo selvatico poiché è proprio a quest’alga che si lega il mercurio rimosso dall’azione dell’orzo per poterlo così eliminare attraverso le feci;
  • coriandolo (Coriandrum sativum L): meglio se assunto fresco, ha la capacità di rimuovere i metalli pesanti (mercurio, cadmio, piombo, alluminio), oltre a svolgere anche un’azione antidepressiva (proprietà esercitata in questo caso dai semi in tisana);
  • mirtillo selvatico (Vaccinium myrtillus L.): usato anche in ambito medico negli Stati Uniti per ridurre i sintomi del morbo di Alzheimer: non si tratta del mirtillo rosso ma del mirtillo selvatico nero; è frequente trovarlo (purtroppo) surgelato nei nostri supermercati. Nella nostra Erboristeria è trovate il succo e la polpa di mirtillo nero prodotto dalla ditta Sarandrea.
  • alga dulse (Palmaria palmata – L. – Kuntze): cresce in Normandia, si consiglia l’assunzione di due cucchiaini al giorno della sua polvere mescolata in acqua calda.

Si può ricorrere anche alla Zeolite, un minerale di origine vulcanica, assunta insieme a dei minerali quali zinco, magnesio, selenio : tra i migliori tipi di zeolite è stata riconosciuta quella del Lago di Bolsena, che è infatti il lago vulcanico più grande d’Europa; la sua zeolite grezza è diventata infatti presidio medico riconosciuto.

Nella nostra Erboristeria trovate molti di questi rimedi e, per una maggiore praticità suggeriamo i seguenti prodotti che includono nella formula gran parte degli ingredienti citati; nello specifico, per un’azione antielmintica (di contrasto cioè ai parassiti) consigliamo:

  • Paraossimix, dell’azienda Gheos, con estratti di aglio, chiodi di garofano e tanaceto (60 capsule, prezzo 21.24 euro);
  • Fitoflor Elm, della casa Sarandrea, integratore alimentare contenente estratti di aglio e origano (gocce, 100 ml, costo 19.80 euro);
  • Sineverm, prodotto dalla ditta Biogroup, con azione protettiva dell’intestino contro le aggressioni esterne, con alga chlorella, timo e chiodi di garofano (gocce, flacone da 50 ml, prezzo 17.80 euro).

La fase di sverminazione dura circa cinque giorni e prevede l’assunzione di uno di questi tre prodotti. Se l’organismo è già in buono stato di depurazione dai parassiti questa fase può essere ridotta a due-tre giorni.

Per un’azione chelante dei metalli pesanti il prodotto di riferimento è invece:

  • KelaBlend, sempre della Gheos,  contenente tra gli altri il coriandolo e l’alga chlorella – in sostituzione della spirulina – (granuli, 150 g, prezzo 35 euro).

In alternativa al KelaBlend si possono assumere i cinque rimedi citati per quattro-cinque giorni.

I rimedi esaminati finora ci aiutano a riportare l’apparato digerente e dunque l’organismo tutto in uno stato di disintossicazione; vediamo ora quali sono i cibi di cui è consigliato nutrirsi durante la fase di sverminazione, cominciando due prima del suo inizio (per un totale dunque di circa una settimana considerato che la fase di rimozione dei parassiti, durante la quale si può assumere un prodotto tra Paraossimix, Fitoflor Elm e Sineverm, dura in sé anch’essa circa cinque giorni):

  • per colazione: è consigliata l’assunzione di alcuni tipi di tè come il kukicha e il bancha, che non contengono teina, si possono mangiare dei datteri, delle banane biologiche, si può della marmellata senza zuccheri aggiunti di mirtilli selvatici o di lamponi;
  • per pranzo: alimenti che non contengono glutine (riso, miglio, tapioca), con delle verdure cotte o crude;
  • per cena: mandorle o noci e verdure; si può mangiare anche un poco di pesce ma non di grossa taglia, appunto perché più spesso ricco di mercurio; sarebbe meglio dunque evitare il tonno e privilegiare invece alici, sarde, branzino, sogliola, sgombro, sempre con accompagnamento di verdure;
  • negli spuntini intermedi (a metà mattina e a metà pomeriggio): frutta e semi di zucca o semi di girasole.

Nella fase di rimozione dei metalli pesanti, insieme al KelaBlend o ai cinque rimedi citati, si consiglia invece l’assunzione di:

  • un estratto a freddo composto da cetriolo, sedano  e mela, con eventuale aggiunta di zenzero e limone, per sei volte nell’arco della giornata, intervallato da quattro prese di acqua calda o tiepida da 450 gr (circa due bicchieri).

Si consiglia di seguire questo regime per cinque giorni al fine di rimuovere i metalli pesanti e preparare il corpo a ricevere l’azione depurativa del fegato… ma di questo parleremo nel prossimo articolo!

In conclusione ci teniamo a ricordare che quelli sopra descritti sono dei consigli e delle linee guida generali di cui è sempre importante discutere prima con il proprio medico di fiducia, perché ogni situazione va riferita all’individualità del soggetto e al suo stato di salute.